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Low Blood Pressure

DEISON/MINGLE

(CD-R, Final Muzik, 2014)

DEISON/MINGLE

01. Intro (Blood:Breath)
02. Obliquity (featuring vocals by dANi/ALvo)
03. Unanimated
04. Circles Of Red Drops
05. Bloody Feelings

Collaboration CD featuring DEISON AND MINGLE out in February, 2014.

“Low Blood Pressure” EP. 
Deison: Electronics, Processing 
Andrea Gastaldello (Mingle): Piano, Electronics 
Recorded, mixed and mastered between Mingle’s Tower Home Studio and Deison’s 1st Floor Studio Produce by Deison, Mingle and Final Muzik. 
Second Final Muzik CD-Singles Club 02-2014″ Split CD EP. 
Strictly limited edition of 60 copies (not numbered), printed on professional silver CDr.


LOW BLOOD PRESSURE SU SODAPOP

P.S.: come abbiamo già scritto, ormai parecchi anni fa Deison suonava assieme a uno che travalica di molto i confini di questa webzine e che Di tutte le annunciate uscite del Singles Club della Final Muzik, questo Low Blood Pressure è l’unica a non essere uno split bensì una collaborazione fra Deison e Mingle, vale a dire quell’Andrea Gastaldello che già avevamo conosciuto nell’ottimo Dissangue insieme a Andrea Faccioli. Anche in questo caso, sebbene le coordinate siano affatto diverse, il connubio funziona a meraviglia. 
Pochi minuti ma densissimi quelli che troviamo in questo EP in cui una certa disomogeneità stilistica è ampiamente compensata dall’evidente urgenza che spinge a sperimentare soluzioni destinate ad essere sviluppate nel prosieguo della collaborazione fra i due. Dopo una breve introduzione, la disturbante Obliquity associa drone oscuri ai vocalizzi straniti di dANi/ALvo e li taglia ogni tanto con battiti irregolari, è poi la volta di Unanimated, piano minimale ed elettronica che duettano in un brano pregno di umori malsani e di attesa, accelerando sul finale incrociando ritmiche IDM e cadenze post industrial. Circle Of Red Drops, potentemente ritmica, fa categoria a sé, proponendo un dub elefantiaco come solo il sommo Kevin Martin avrebbe saputo concepire, ponendosi a metà strada fra dancefloor e guerriglia urbana, mentre Bloody Feelings chiude il campionario con soundscapes lividi, animati da vibrazioni quasi glitch, clangori lontani e tocchi di piano malinconici. Davvero tanta roba e troppo poco tempo a disposizione, ma direi che come biglietto da visita possa bastare. Attendiamo fiduciosi le prossime mosse.

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