Chimeratorium

DEISON/JOHN DUNCAN

(10”, 13/Silentes,2020)

1.Deison – Theta Waves view
2.John Duncan – Everyone view
3.Deison & John Duncan – Portal 04:11

“Chimeratorium” is based on an audio dream Deison had, dreaming about a new piece together with John Duncan, they were in a large room, an old church sculpting frequencies repeatedly for hours; sounds and frequencies have been then recreated in the studio according to that particular event becoming long beautiful suites “Theta Waves” and “Portal”, a collaboration track by these two artists.
John Duncan, one of the most consistently confrontational, powerful, and compelling masters of experimentation of the last forty years here is also presenting also an unreleased track “Everyone”, an alternate mix of a track that will appear on the upcoming album called “Soft Eyes”, a project that came directly from experiences and inspirations during the “Red Sky tour” in Japan Duncan did with Eiko Ishibashi, Jim O’Rourke and Joe Talia.

Theta waves
Sounds recorded, processed and mixed by Deison at 1st Floor Studio, Varmo (Ud) in February,2020.
Everyone
Vocals: Francesco Cossu, Mattia Bonafè, Elisa Mazzola, Yelena Mitrjushkina, Ivan Pjevcevic, Tullia Benedicta
Percussion: Francesco Cossu
Recorded by Francesco Cossu in Sicily, John Duncan at Pieve del Pino and Ivan Pjevcevic at Narcissos Gallery, Bologna.
Mixed by John Duncan at Pieve del Pino.
Portal
Recorded and mixed by Deison at 1st Floor Studio and John Duncan at Pieve del Pino.
Mastering by Ivan Pjevcevic for ShortStraw, Bologna.

released June 1, 2020.


CHIMERATORIUM SU ONDAROCK

Un antico e ampio spazio liturgico in cui si espande, senza soluzione di continuità, un’interminabile sequenza di suoni e riverberi. Nasce dalla fertile attività onirica di Cristiano Deison “Chimeratorium”, trasposizione nel mondo reale di un sogno sonoro che lo vedeva plasmare infinite traiettorie risonanti in compagnia di John Duncan. Seguendo le indicazioni del proprio inconscio, il musicista italiano ha coinvolto l’eclettico artista americano nella realizzazione di una nuova opera composta da due contributi individuali e un terminale capitolo condiviso.

Sature frequenze sintetiche si sviluppano in lento e costante divenire generando una scia sonica pervasa da un sottile, crescente senso di inquietudine. È un magma denso che si muove inesorabile, assumendo nella prima metà del lavoro affidata alla solitaria strutturazione di Deison la forma di un lungo movimento intriso di oscura solennità (“Theta Waves”), per divenire algido soffio colmo di palpabile tensione nel suo conclusivo frangente scolpito a quattro mani (“Portal”).

Tra le due parti di questa visionaria deriva si incastra “Everyone”, enigmatica traccia firmata da Duncan che in diversa veste comparirà nel suo prossimo disco intitolato “Soft Eyes”. Fedele all’immaginario vorticoso e vivido del suo autore, la traccia costruisce un ammaliante intermezzo in cui si incontrano/scontrano ruvide trame percussive ed evocative modulazioni vocali, affidate tra gli altri a Francesco Cossu e Tullia Benedicta, generando una convulsa danza rituale dal sapore ancestrale.

Breve nella sua durata ma intenso nella sua evoluzione, “Chimeratorium” conferma ancora una volta il profondo valore delle sperimentazioni di due artisti proiettati verso orizzonti affini seguendo percorsi peculiari.

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CHIMERATORIUM SU VER SACRUM

Cristiano Deison vanta indubbiamente delle collaborazioni di prestigio in ambito di musica sperimentale. Da ricordare, in questo senso, il suo sodalizio con Thurston Moore dei Sonic Youth. Ora esce invece un disco in coppia con John Duncan, storico artista di avanguardia statunitense che peraltro vive a Bologna da diverso tempo. Duncan è un musicista eclettico e a tutto tondo: si è cimentato infatti con installazioni, musica, videoarte e film. La sua assomiglia più una filosofia e ricorda alcuni storici esponenti delle avanguardie americane come John Cage dove quello che conta non è tanto la musica quanto l’idea. In molta arte di avanguardia spesso le idee prendono il sopravvento sulla forma e la frubilità viene meno. La proposta musicale di John Duncan si basa sulle registrazioni da radio a onde corte, field recording e voce. Deison invece si dedica a sperimentare con monotoni bordoni, loops e field recording e la sua proposta è ben inquadrabile nella nicchia del dark ambient e dell’elettronica. Ero curioso quindi di ascoltare questo disco (un 10″ EP in vinile) intitolato Chimeratorium. Il lavoro è basato su un sogno musicale di Deison in cui ha ascoltato della musica composta con lo stesso John Duncan. La prima traccia di Deison “Theta Waves”è nel suo tipico stile immersivo in cui un lungo drone ipnotico ci porta in una dimensione quieta. Questa roba è perfetta per staccare la spina e lasciarsi andare. Nel successivo “Everyone” troviamo invece protagonista John Duncan: si tratta di una performance in cui ascoltiamo delle voci accompagnate da percussioni: l’effetto è straniante e il brano appare un po’ slegato rispetto al “mood” di “Theta Waves”. Tra l’altro “Everyone” comparirà, in un’altra versione, nell’imminente album “Soft Eyes”, frutto di un progetto di John Duncan con Eiko Ishibashi, Jim O’Rourke e Joe Talia. Nell’ultima traccia “Portal” abbiamo modo di ascoltare i 2 artisti assieme: le ambientazioni sono sempre minimali ma, rispetto a “Theta Waves”, i suoni si fanno più rumorosi e aspri. Per amanti della musica di ricerca a 360 gradi.

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CHIMERATORIUM SU THE NEW NOISE

Abbiamo già parlato moltissimo di Stefano Pilia e Cristiano Deison, molto meno di John Duncan, un artista totale, attivo da un’infinità di anni, che ha vissuto un pezzo della sua esistenza in Friuli prima e nei dintorni di Bologna poi, conosciuto dagli appassionati di musiche altre per il suo utilizzo della radio a onde corte come strumento.

Partiamo dalla collaborazione Deison/Duncan, perché uscita nel 2020. I due si conoscono da molto tempo (Deison e Hybrida non potevano non organizzargli eventi intorno…), ma Chimeratorium è la prima cosa su cui hanno messo mano insieme. All’inizio abbiamo “Dream Evolution”, che è a nome di Deison ed è il suo classico dipanare pochi elementi quasi diafani, alla fine abbiamo “Portal”, costruita da entrambi, che è quanto di più inquietante ho ascoltato in lockdown: anche in questo caso vorrei sottolineare come l’effetto sia ottenuto con apparentemente pochissimo materiale. A firma del solo Duncan c’è una versione alternativa di “Everyone”, un pezzo di Soft Eyes, uscito quest’anno per iDEAL, un disco solista (con ospiti) dell’americano “anche di canzoni”, con soluzioni ritmiche efficacissime e coinvolgenti, per quanto nient’affatto scontate, e atmosfere stranianti, come prevedibile da uno che è stato per etichette come Touch o Trente Oiseaux, per tacere delle sue collaborazioni. Non si è scritto molto di quest’album: qualcuno ha ovviamente tirato fuori Scott Walker (voce particolare/intrigante/suadente più musica “sperimentale”), ma allora io metto sul tavolo i Coil di Musick To Play In The Dark (voce particolare/intrigante/suadente, milieu elettronico/sperimentale, ritmiche non lineari…) e a quel punto facciamo valere tutto.

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CHIMERATORIUM SU RUMORE