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Antimatter Circles

DEISON/CANDOR CHASMA

(CD, Show me your Wounds, 2013)

DEISON/CANDOR CHASMA
Design and Layout for CANDOR CHASMA Antimatter Circles (CD, Show Me Your Wounds, 2013)
  1. The Descent
  2. Another Message
  3. Dreamscape Recording Lab
  4. Opposite Presence
  5. Alteration Of Sensory Perceptions

Limited to 299 numbered copies. 13 cm x 17 cm carton sleeve

Recorded within a one-year span “Antimatter Circles” is the collaborative effort of Cristiano Deison and Candor Chasma (Simon Balestrazzi & Corrado Altieri).
In this exploratory voyage in the depths of sideral space, the trio weaves dense sonic fabrics using electronic and concrète sources creating an immersive organic sound paired with crumbling arid noise.
They spontaneously build aural gems that hide a frantic level of activity under their occasionally serene looks: turmoiled and thoughtful electronic fluctuations meet slow-motion drone hallucinations, ghostly creaking sounds mix with highly complex electro-acoustic and electronic textures, field recordings and synthetic pulses.
This album unveils the mysteries from the deep and hides an in-depth research on aural aesthetics, a finely developed approach to sound, philosophy, and sound ecology.




ANTIMATTER CIRCLES ON ON KULTURTERRORISMUS

“Antimatter Circles” – eine mitreißende (und meistens erdrückende) Reise durch Raum & Zeit der Italiener (CRISTIANO) DEISON & CANDOR CHASMA (CORRADO ALTIERI & SIMON BALESTRAZZI), welche sie aus den Genres Musique Concréte, Industrial & Ambient/ Drone kreierten.

“Antimatter Circles” veröffentlichten DEISON & CANDOR CHASMA über den Schweizerischen Verlag SHOW ME YOUR WOUNDS PRODUCTION, der den äußerst kurzweiligen Soundtrack als limitierte CD Auflage (299 Kopien) herausgibt.

Antimaterie, die reizvollste Thematik seit STAR TREK & Co, der sich DEISON & CANDOR CHASMA für ihr “Antimatter Circles” bedienen, das sich nicht rein auf das Weltall beschränkt, sondern auf den kompletten Kosmos inklusive weltlicher Bezüge, wenn auch mysteriös. PS: Im Endeffekt spielt der Inhalt bei “Antimatter Circles” von DEISON & CANDOR CHASMA eine untergeordnete Rolle, weil der Fokus auf dem “wuchtigen” Soundtrack liegt, dessen Atmosphären auch andere Kopfkinoreisen zulassen.

Schwere (zum Teil überlagernde) Droneschleifen bilden das Grundgerüst zu “Antimatter Circles”, welches DEISON & CANDOR CHASMA rein analog(?) erzeugten, wodurch der Gesamtsound sehr dicht bis erdrückend rüberkommt. Zur Akzentuierung setzten die Italiener auf Effekthaschereien, eingestreute Rhythmik und vereinzelte Sprachsamples, die dem minimalistisch anmutenden Soundtrack perfekte Spannungspunkte verleihen. Anspieltipp? Sämtliche Tondokumente auf “Antimatter Circles” verzahnten DEISON & CANDOR CHASMA dermaßen eng miteinander, dass die Gesamtheit wie aus einem Guss rüberkommt – WAHNSINN!

Fazit:”Antimatter Circles” – ein beachtliches Hörerlebnis von DEISON & CANDOR CHASMA, das in seiner INTENSITÄT absolut seines Gleichen sucht – meine absolute Empfehlung! Individuen, die die totale Vereinnahmung von Veröffentlichungen verlangen, kommen um den Kauf von DEISON & CANDOR CHASMA’s “Antimatter Circles” nicht umher – PUNKT!

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ANTIMATTER CIRCLES SU THE NEW NOISE

Se uno ci pensa, è strano come fino ad ora Cristiano Deison e Simon Balestrazzi, entrambi frequentatori assidui della scena sperimentala italiana, non siano mai andati oltre lo spartire una lettera ciascuno su Silentes Tapestry. Sempre strano, poi, che in quella collezione del silenzio Corrado Altieri non ci sia mai finito. La collisione di questi universi molto vicini avviene su Show Me Your Wounds, etichetta svizzera che sembra avere un occhio di riguardo per la nostra zona grigia (Lunus, Khem, Urna, Uncodified, Sshe Retina Stimulants).

Antimatter Circles continua l’opera cominciata dal duo Candor Chasma (Altieri/Balestrazzi) con Rings: un’indagine quasi embriologica sul rapporto uomo/spazio, su micro e macrocosmo, che potrebbe trovare assieme a Chaosphere (T.A.C.) il prototipo di sonorità sfruttate per raggiungere stadi in cui la percezione è aggirata e l’inconscio sezionato.

Ancora una volta cut-up (comunicazioni radio o audiodiari di laboratorio) disseminati per brani come “The Descent”, “Dreamscape Recording Lab” o “Opposite Presence” formano un tessuto narrativo con suoni dal retaggio filo-industriale e immagini dal richiamo retrofuturista. Al resto pensano i synth, consegnati nelle mani dell’ex Meathead/Cinise, riportati a fasti analogici che potrebbero ricordare a un cultore di Tarkovskij un Edward Artemiev quanto una Éliane Radigue a un amante delle oscillazioni drone minimali.

Il risultato è un viaggio lucido verso realtà “altre”, dove è l’antimateria a soverchiare la materia in un incontro-scontro di energie annichilenti che liquefa i cervelli (probabilmente i nostri, non certo i loro).

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ANTIMATTER CIRCLES SU SU DARKROOM

La recensione di questo “Antimatter Circles”, disco nato dalla collaborazione fra il progetto Candor Chasma e l’entità Deison, non può non iniziare dalla presentazione dei personaggi che si celano dietro ai rispettivi monicker. Se Deison (al secolo Cristiano Deison) è un manipolatore elettronico che proviene dal mondo industrial metal (Meathead), e che nel tempo si è dedicato alle sperimentazioni più disparate, fino ad arrivare alle field recordings, nei Candor Chasma convergono due personalità molto influenti nel panorama elettronico italiano: la prima è quella di Corrado Altieri, già con TH26 e adesso impegnato nell’oscuro progetto denominato Uncodified; il secondo è Simon Balestrazzi, mastermind dei mai troppo celebrati TAC, attivo in decine di progetti e che sembra aver trovato nell’arte di Altieri un ideale complemento alla propria. “Antimatter Circles” si pone come secondo lavoro nella discografia di Candor Chasma, a tre anni da “< Rings >”, del quale sembra essere il degno seguito. È un disco estremamente sfaccettato e ricco di idee, composto da una serie di scosse elettriche che risvegliano per una frazione di secondo i neuroni del cervello, per poi lasciarli quieti a rielaborare quanto sentito. Un processo di distruzione e ricostruzione sonora che, così concepito, porta ad esplorare mondi nuovi. Un viaggio che parte dalla terra e vola nel cosmo, che sa essere desolato e onirico come il paesaggio marziano evocato dal nome del progetto. “The Descent” ad esempio, il brano che apre il disco, è pura ambient rumorista resa ancor più misteriosa da improvvisi samples. Un pezzo estremamente denso, che evoca scenari sci-fi e paesaggi desertici e fa da intro per il volo astrale di “Opposite Presence”. La deriva rumorista di “Inside Ether” viene portata a compimento estremo in “Hallucination Doors”, che mette in luce il passaggio simbolico fra le ‘porte della percezione’ de Leary-iana memoria e le porte dell’allucinazione della società contemporanea. “Antimatter Circles” è un disco estremamente difficile, che a volte rischia di avvitarsi su sé stesso e sulle proprie strutture, anche se le mani sapienti di Corrado, Simon e Cristiano riescono a riportare le atmosfere sulla retta via. Cerebrale e inquietante, visionario e apocalittico, è la giusta colonna sonora del disfacimento post-industriale. Cose già sentite a dire il vero, ma con una intensità fuori dal comune. Edizione limitata a sole 299 copie numerate.Ferruccio Filippi

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ANTIMATTER CIRCLES ON ON GUTS OF DARKNESS

Show Me Your Wounds n’est plus simplement un petit label de passionnés pour des passionnés, c’est une structure à l’identité solide qui a su s’affirmer avec des moyens dérisoires et qui voit aujourd’hui des pointures de la scène industrielle italienne apporter leurs collaborations ou leurs projets puisqu’après Maurizio Bianchi, c’est Simon Balestrazzi (T.A.C.) au sein de l’entité Candor Chasma que l’on retrouve pour un nouveau cd en collaboration avec Deison. Cinq pièces longues et intenses bien que pas forcément agressives dans l’approche qui témoignent d’un savoir-faire net en matière de suggestion auditive. Les musiciens ne se servent pas d’un écran pour y tisser leurs structures, ils créent l’écran ou pour donner une autre image, imaginez-vous la nuit à regarder le ciel et concevez qu’un autre ciel sombre se mette soudain en place remplaçant ainsi l’autre, sans agression mais sans douceur non plus, de manière organique. Les voilà démiurges en plein processus de mise au monde. Chaque disque de dark ambient s’approche de manière différente et personnelle; dans le cas de celui-ci, il ne m’évoque aucune image connue, ne me transpose pas dans des paysages réels ou imaginaires, c’est clairement la mise en place d’un univers qui s’opère par le relai des nappes qui s’installent comme une brume d’abord diffuse dont les nuances subtiles et finement travaillées se mettent à remuer, s’assembler de manière à priori aléatoires et pourtant d’une logique imparable au fur et à mesure de l’avancée du morceau. Le monde alentour s’estompe peu à peu pour faire place à un ciel nouveau, un peu inquiétant de prime abord mais qui laisse suffisamment d’amplitude à l’auditeur pour y apposer ses propres images et se l’approprier. Jamais d’excès, les sonorités grincent parfois, se tordent un peu mais sans jamais sombrer dans le bruit, une genèse sans douleur mais pas sans effort car la concentration requise pour savourer les nuances d’un tel travail en fait un moment relativement intense et fatiguant mais presque purificateur. Assister à l’émergence d’un nouveau cosmos sans ouvrir les yeux, ce n’est pas rien et c’est peut-être ce que symbolise l’ultime titre. (lundi 25 novembre 2013)


ANTIMATTER CIRCLES ON SU SOUNDS BEHIND THE CORNER

Questo disco é interessante, multisfaccettato, sapientemente costruito, per questo é così difficile recensirlo senza risultare ovvi e/o troppo altisonanti.
I musicisti coinvolti in questo processo sono provenienti da tre realtà differenti, ognuno quindi con il suo trademark ed il suo bagaglio costruito negli anni.
Corrado Altieri ha lavorato come TH26, Monosonik ed ora sta creando un percorso di distruzione peculiare (e che ha sbalordito il sottoscritto) come Uncodified, utilizzando il rumore come materia organica, saltano subito alla mente i dipinti con la carne morta pulsante di Francis Bacon in un racconto breve e violento.
Simon Balestrazzi é un altro ‘decano’ della musica italiana, dapprima con TAC, in seguito con altri progetti che univano il suono degli strumenti acustici alla sperimentazione (su tutti a me piace ricordare i Dreamweapon Ritual), elettronica e non, scavando dentro con meticolosa perizia all’interno delle strutture stesse in cui si ritrova.
Non stupisce quindi che Balestrazzi abbia trovato asilo (e viceversa) nelle stanze fatte di ‘wall of sound’ di Altieri ed abbiano operato come duo formando il progetto Candor Chasma, già autori di un esordio spettacolare con atmosfere in cui il duo si fondeva in un entità che mi ricordava il famoso ‘mimoide’ di “Solaris”… Balestrazzi insomma colora, brucia, cambia l’aspetto e decora le stanze oscure di Altieri, donando loro ulteriore profondità.
Ed a questo loro secondo meeting come Candor Chasma, portano in missione Cristiano Deison.
Deison é una ‘bestia strana’, un ibrido tra l’approccio dei due, un medium digitale (e non solo), proveniente dal metal industrial dei Meathead ed abituato all’uso di samples aggressivi, brevi ed incisivi, poi sfociati nel massimo splendore delle sue operazioni soliste e svariate collaborazioni, esplorando l’elettronica in ogni sua forma, usando ogni mezzo a sua disposizione per l’esplorazione dei suoi limiti – ibrido multiforme in grado di tirare martellate di sapore noise così come capace di estrema grazia spaventosa nel creare field recordings silenziosi ed inquietanti, il tutto sempre accompagnato da una deriva ritmica insidiosa e sottocutanea.
Ciò che sorprende quindi in questa ottima release della Show Me Your Wounds Prod., che fa un altro centro pieno e si riconferma come una delle migliori label italiane in circolazione per titoli interessanti ed oculatezza nel lanciare le proprie releases con peculiari e riuscitissimi packaging, é la release in toto: un viaggio lungo cinque tracce per un’ora di tempo, che parte dal pianeta Terra con la traccia iniziale (risultando ancora riconoscibili determinate fonti, alcuni suoni sono ancora di questo pianeta, si presuppone), ma basta passare alla song successiva per capire che siamo all’interno di un prisma dotato di più dimensioni e di differenti realtà parallele, a poco servono i samples vocali presenti ad esempio in “Opposite Presence”, si rimane ancorati al suono solo perché ci si é saldamente legati prima del viaggio, ma in realtà stiamo fluttuando da decine di inquietanti minuti, con scossoni mentali e suoni realmente disturbanti e che mettono la mente a prova… musica da corrieri cosmici in bad trip verrebbe da dire, se non fosse così… cerebrale, intelligente, articolata, e spaventosa.
Di certo non una musica ‘da viaggio’, rischiate di non tornare più nonostante l’atterraggio.Sì, perché dopo aver galleggiato incerti per tre quarti d’ora in territori astratti, il rientro é qualcosa di terribilmente concreto. La descrizione di uno schianto in super-slow-motion con dovizia di particolari, rende l’idea dell’impatto, mentale e fisico, con il suolo dopo il viaggio compiuto assieme a questo diabolico trio.

Un album dotato di grande potenza, da maneggiare con cura – potreste ferirvi.La cosa peggiore é che potrebbe piacervi, e molto… 

(dANi/ALvo)